Umberto Cortese

Nato a Siracusa il 10 ottobre 1926, cresciuto tra le vie di Ortigia a Pozzo Ingegneri giocando a calcio con personaggi che poi caratterizzeranno lo sport siracusano e siciliano come Enzo Genovese e Oreste Trommino, sviluppò la sua attività professionale laureatosi giovanissimo in Economia e Commercio ed abilitato in Scienze Politiche, lavorando in importanti centri del nord Italia, quali Torino, Alessandria, Firenze e Ravenna, dove raggiunge i vertici dell’Amministrazione delle Finanze.

Sposato con Vincenza Spagna , condivide con Lei la realizzazione e conduzione del Club in prima persona nel primo decennio . Lo sport e la politica hanno sempre accompagnato e caratterizzato le scelte della sua vita. La sua lungimiranza caratterizzerà le scelte di imprenditore dello sport, coronando una volontà di ritorno in Sicilia. Intuì per primo a Siracusa e fra i primi in Sicilia la valenza sociale e sportiva di valorizzare con un progetto religiosamente rispettoso dei luoghi, l’area più importante della città ed archeologicamente una tra le più preziose del mondo.

Scriveva su di un testo: “Lassù, dalla terrazza sovrastante l’Orecchio di Dionisio, appoggiati ad una sporca ringhiera attaccata dalla ruggine, guardavamo le meraviglie del passato. Quel teatro che i greci con abilità e preparazione artistica avevano scavato nella roccia, rimpiangevano i vecchi splendori.

Nacque l’idea, felice?…. infelice? (saranno i prossimi anni a dirlo) di realizzare un circolo sportivo il Tennis Club Match Ball Siracusa”

In stretto accordo con la Soprintendenza, evitando qualsiasi impatto paesaggistico e profanazione dei luoghi, costruì un insediamento sportivo incastonato in modo naturale tra “le mitiche zone del passato”. La realizzazione, insieme a sua moglie, fu caratterizzata da iter creativo e strutturale molto sofferto, ma come Lui scriveva: “Oggi, l’impianto è una realtà; l’obiettivo è stato centrato; Da lassù,dal vecchio belvedere del Teatro Greco un grande quadro naturale ripristinato si apre ai nostri occhi. L’ampia pianura oggi è un tappeto verde in cui l’ombra di una pallina da tennis traccia disegni armoniosi di stile e di piacere”.

In politica ricoprì ruoli importanti nell’area della Destra Politica Italiana, avendo l’amicizia e la stima incondizionata dei più grandi protagonisti dagli anni 70’ al 2000; non volle mai ricoprire alcuna carica pubblica ritenendo la Politica solo un nobile esercizio ideale, e per questo ricevendo grandi amicizie con personaggi di tutte le fedi politiche, che affollavano il suo circolo, e con i quali le dispute erano circoscritte ai campi da tennis e di calcetto.

Colto, semplice ed elegante ma soprattutto disinteressato, ha contribuito alla crescita dello sport siracusano,organizzando grandi competizioni internazionali di tennis, la prima, la più importante nel 1981, due nell’82 così via via fino ad oggi; fu anche l’ideatore e promotore di due grandi manifestazioni dell’ A.S.I. (Alleanza Sportiva Italiana) di atletica leggera denominata “Santa Lucia Siracusana” che molti di voi ricorderanno.

Lui scriveva: “L’idea di creare il tempio moderno del tennis e della attività in genere ha cucito la tradizione antica dell’arte con le esigenze primarie di oggi di salvaguardare anche attraverso lo sport la vita di tantissimi giovani altrimenti preda della corruzione immanente di oggi”; cosa più importante, ha fatto si che generazioni di giovani siracusani crescessero saldamente legati a valori dei quali solo lo sport riesce ad essere testimonianza infallibile.

Tra le persone che individuò negli anni 90 per organizzare una scuola tennis degna del nome chiese la collaborazione al Dott. Alberto Madella , Maestro dello Sport e grande studioso di teoria e metodologia di allenamento . Iniziò infatti con il M° Leonardo Panarello la sua avventura e continuò poi con il suo caro amico M° Nico De Simone . A quest’ultimo il fondatore insieme alle sue figlie ha affidato una vera Scuola Tennis , ricensita dalla FIT ed in particolare dal Comitato Regionale Siciliano come una delle migliori SCUOLE SICILIANE .

La sua passione per lo sport ha trovato continuità nell’attività delle sue grandi amiche e complici: le sue figlie e, i suoi ideali e la sua umanità hanno lasciato un’eredità condivisa da migliaia di persone che considerano Umberto Cortese una presenza viva ed un esempio esistenziale e sportivo da non dimenticare.